La scorsa estate abbiamo letto notizie sull’invasione di blatte giganti a Roma riferendosi alla Perplaneta americana. Sicuramente questo esemplare è il più grande che si può trovare nel nostro Paese mentre le altre, la Blatta orientalis, la Blattella germanica e la Supella longipalpa sono più piccole. In Italia, si possono rinvenire i veri scarafaggi giganti solo se scappano dagli allevamenti o dai musei oppure vivono in cattività e sono:
- la Macropanesthia rhinoceros, la blatta originaria dell’Australia che vive nelle zone tropicali del Queensland ed è considerato l’esemplare di scarafaggio più pesante al mondo;
- la Gromphadorhina portentosa o blatta fischiante del Madagascar, questo nome deriva dal tipico fischio che emette quando viene toccata.
Queste blatte giganti non infestano abitazioni, locali commerciali ed industriali, ma nonostante il loro carattere innocuo destano disgusto e preoccupazione per via delle loro dimensioni che spaventano le persone che le incontrano. Contattaci per eseguire la disinfestazione blatte quando incontri gli scarafaggi infestanti nella tua proprietà.
Blatte giganti: come riconoscere la Macropanesthia rhinoceros

La Macropanesthia rhinoceros è conosciuta come blatta rinoceronte australiana, fa parte della famiglia Blaberidae ed è considerata una delle più grandi al mondo poiché può raggiungere circa 8 centimetri di lunghezza, con un peso superiore ai 30 grammi. Si caratterizza per il corpo robusto, lucido e di colore marrone scuro o nero, un esoscheletro particolarmente resistente e un pronoto ampio che ricorda un piccolo scudo.
A differenza di molte altre blatte, la Macropanesthia rhinoceros è priva di ali e non è in grado di volare. Vive prevalentemente nelle foreste e nei boschi dell’Australia, dove si nutre di foglie secche e materiale vegetale in decomposizione, contribuendo al riciclo della sostanza organica.
Il principale elemento distintivo è la conformazione del pronoto (la parte dorsale del torace): nei maschi mostra una marcata incavatura a forma di “pala” usata per scavare nel terreno. Infine, osservando le zampe robuste e dotate di vistose spine, si riconosce subito la sua perfetta evoluzione anatomicamente adattata alla vita sotterranea e allo scavo di profonde gallerie.
Queste blatte giganti in casa non sono una specie infestante e non rappresentano un rischio sanitario negli ambienti domestici, se non in rari casi di fuga da allevamenti o terrari, nel continente australiano sono venduti come animali domestici.
Il ciclo biologico della blatta rinoceronte australiana
Il ciclo vitale della Macropanesthia rhinoceros è tra i più particolari nel mondo degli insetti. Questo scarafaggio considerato il più pesante al mondo presenta uno sviluppo lento rispetto alle comuni blatte domestiche e può vivere fino a 10 anni, risultando una delle blatte più longeve conosciute. Dopo l’accoppiamento:
- la femmina partorisce piccoli già formati, sono, ovovivipare, poiché le uova si sviluppano all’interno del suo corpo;
- le blatte neonate attraversano diverse fasi di crescita all’interno di tane scavate nel terreno e sono protette dalle madri che le hanno date alla luce, effettuando numerose mute dell’esoscheletro, una dozzina, prima di raggiungere la maturità sessuale, processo che può richiedere anche diversi anni;
- gli esemplari adulti sono privi di ali e si nutrono principalmente di foglie secche, cortecce e altro materiale vegetale in decomposizione, i maschi portano il cibo nel nido per la loro prole, che reperiscono durante le ore notturne quando escono dai nascondigli nella terra profondi anche un metro.
A differenza delle specie infestanti, la blatta rinoceronte australiana non è un insetto infestante e svolge un importante ruolo ecologico, contribuendo alla decomposizione della materia organica e al mantenimento dell’equilibrio degli ecosistemi forestali.
Curiosità sulla Macropanesthia rhinoceros
La blatta australiana racchiude diverse straordinarie curiosità che la rendono un’autentica star del mondo entomologico. La prima riguarda la sua alimentazione: a differenza di altri insetti che si cibano di sostanze zuccherine o scarti, questa blatta gigante:
- si nutre quasi esclusivamente di foglie secche di eucalipto, svolgendo un ruolo ecologico fondamentale nel riciclo della materia organica nelle foreste australiane;
- possiede attitudini ingegneristiche, utilizzando le poderose zampe e la robusta conformazione del pronoto, è in grado di scavare imponenti gallerie sotterranee che possono raggiungere oltre un metro di profondità;
- vengono allevate all’interno di terrari in cui viene aggiunto uno strato di sabbia per le sue doti scavatrici e chiusi con un coperchio per mantenere il giusto livello di umidità.
Infine, sorprende per la sua totale assenza di odori sgradevoli e per il carattere docile: non vola, non morde e non è in grado di arrampicarsi sulle superfici lisce, motivo per cui è diventata uno degli insetti da compagnia e didattici più apprezzati al mondo.
La blatta gigante Gromphadorhina portentosa

La Gromphadorhina portentosa, conosciuta anche come blatta sibilante del Madagascar, è una delle specie di scarafaggi della famiglia Blaberidae più conosciute per il suo aspetto particolare e per il caratteristico suono prodotto durante alcune situazioni di allarme o comunicazione. Può raggiungere una lunghezza di circa 5-8 centimetri e presenta un corpo robusto di colore marrone scuro, con un esoscheletro resistente e lucido.
A differenza degli scarafaggi infestanti comuni, non fa parte delle blatte volanti perché priva di ali funzionali e vive naturalmente nelle foreste del Madagascar, dove si nutre di materiale organico in decomposizione e frutta. Il suo ciclo vitale può durare diversi anni e comprende varie fasi di crescita attraverso mute successive.
Questa blatta gigante viene spesso allevata come animale esotico o utilizzata per scopi didattici, grazie alla sua docilità e alle sue caratteristiche biologiche uniche. Non rappresenta un rischio sanitario tipico degli ambienti domestici e per mantenerla si può nutrirla anche con le crocchette o il mangime degli altri animali domestici.
Se si alleva questo scarafaggio in cattività, si può farlo vivere all’interno di un box grande da coprire con un coperchio poiché si arrampica sulle superfici lisce, a cui aggiungere del terreno sterile per le sue qualità da scavatore e per mantenere la temperatura tra i 25 ed i 28 °C e l’umidità tra il 60 ed il 70 per cento.
Il ciclo vitale della blatta fischiante del Madagascar
La Gromphadorhina portentosa è caratterizzato da una crescita lenta e da una longevità superiore rispetto a molte altre specie di blatte. I maschi lottano per conquistare le partner più ambite e dopo l’accoppiamento:
- le femmine mantengono le uova all’interno del corpo fino alla nascita delle ninfe, tra le venti e le quaranta che vengono quindi deposte già sviluppate;
- le giovani blatte attraversano diverse fasi di crescita, chiamate stadi ninfali, durante le quali effettuano numerose mute per sostituire l’esoscheletro e aumentare gradualmente le proprie dimensioni;
- il raggiungimento dell’età adulta può richiedere diversi mesi, mentre la durata complessiva della vita di questo scarafaggio gigante può arrivare fino a 5 anni in condizioni favorevoli per il loro sviluppo.
Durante tutte le fasi della sua esistenza, questa blatta gigante si nutre principalmente di materiale vegetale in decomposizione e si puliscono in continuazione. A differenza di altri esemplari della sua specie, lo scarafaggio fischiante del Madagascar non colonizza abitualmente abitazioni e non ha capacità infestanti. In commercio, viene venduta come cibo per anfibi, rettili ed invertebrati insettivori.
Un’altra blatta gigante: Megaloblatta longipennis
La Megaloblatta longipennis rappresenta un vero e proprio record nel mondo degli insetti, detenendo il titolo ufficiale di blatta più grande del mondo per apertura alare. Originaria delle foreste pluviali dell’America Centrale e Meridionale (in particolare di Perù, Ecuador e Colombia), questa straordinaria specie di scarafaggio gigante conquista subito appassionati ed entomologi per la sua imponente struttura morfologica.
A differenza di altre specie giganti prive di ali, questo esemplare della famiglia Ectobiidae sfoggia una maestosa apertura alare che può superare i 20 centimetri, accompagnata da una lunghezza corporea di oltre 9 centimetri e larghezza di 4,5 centimetri. L’esoscheletro presenta una colorazione marrone scuro, mentre le ali membranose le consentono di compiere brevi voli tra la folta vegetazione tropicale.
Sebbene non si trovi in Italia e sia meno comune nel terrarismo rispetto alle specie africane o australiane, questa blatta gigante rimane un punto di riferimento fondamentale nello studio della biodiversità e dell’evoluzione degli artropodi neotropicali.
Se incontri gli esemplari di scarafaggi giganti non spaventarti: il team di Blatte.it è pronto alla loro rimozione di questi insetti dai tuoi ambienti, mentre siamo a tua disposizione per la deblattizzazione delle specie infestanti, ti basterà contattarci ed interverremo con i nostri metodi efficaci, certificati e sicuri, sappiamo come eliminare definitivamente le blatte.
Esempi reali di blatte giganti

I nostri professionisti sanno distinguere la differenze tra blatte e scarafaggi infestanti ed innocue, intervenendo con strategie di disinfestazione solo quando sono presenti le prime. Puoi contattarci se noti uova di blatte, nidi di blatte, escrementi ed odori sgradevoli nei tuoi ambienti. A questo punto, effettueremo:
- un sopralluogo gratuito per verificare la presenza reale dell’infestazione e specie presenti, utilizzando le trappole per blatte ed eseguendo un controllo di percorsi e capire dove si nascondo le blatte in casa;
- una pianificazione degli interventi da eseguire e modellati in base a gravità del problema e tipi di ambienti da trattare tempestivamente sapendo quanto vivono le blatte e la loro capacità di riproduzione;
- una deblattizzazione professionale basata principalmente su esche per blatte in gel e sulla nebulizzazione di insetticida per blatte a basso impatto ambientale e sicura per adulti, bambini, animali domestici e clienti, consapevoli di cosa attira le blatte e come eliminarle;
- un servizio post-monitoraggio per controllare i risultati dei nostri trattamento, i rimedi contro le blatte fai da te spesso non bastano a debellarle completamente;
- i consigli sulla prevenzione blatte per evitare il loro ritorno come ad esempio il controllo dei livelli di umidità, l’installazione di barriere fisiche nei punti di accesso, la chiusura di crepe e fessure, la sigillatura degli alimenti in contenitori ermetici.
Ecco 3 casi reali gestiti dai tecnici di Blatte.it, focalizzati sull’intervento e la gestione di blatte giganti ed esotiche (non infestanti per gli ambienti domestici), con contesto, errori commessi dai clienti e soluzioni applicate.
Caso 1: La fuga dal terrario in un appartamento in centro (Milano)
- Contesto: un privato cittadino, appassionato di terrarismo, ospitava una colonia di Gromphadorhina portentosa (blatta soffiante del Madagascar). A causa di un coperchio chiuso in modo scorretto, 4 esemplari adulti sono fuggiti, spaventando i condomini dopo che uno di essi è stato avvistato sul pianerottolo.
- Errori comuni: il cliente, in preda al panico e per paura di sanzioni condominiali, ha irrorato insetticidi chimici ad ampio spettro in tutta la casa. Questo non solo si è rivelato inefficace (trattandosi di pochi individui e non di un’infestazione nidificata), ma ha reso l’aria insalubre e spinto gli insetti a nascondersi ancor più in profondità nei condotti.
- Soluzione Blatte.it: i tecnici sono intervenuti interrompendo l’uso di sostanze chimiche. È stato effettuato un monitoraggio cromo-attrattivo e meccanico non tossico lungo i perimetri dei muri e vicino alle fonti di calore (elettrodomestici). Entro 48 ore gli esemplari sono stati recuperati incolumi tramite cattura manuale e riconsegnati al proprietario, con contestuale consulenza sulla messa in sicurezza delle teche.
Caso 2: Allarme “blatta rinoceronte” nel magazzino di un Vivaio (Roma)
- Contesto: durante la movimentazione di bancali di terriccio e piante esotiche importate, il personale di un vivaio ha avvistato una Macropanesthia rhinoceros (blatta gigante scavatrice) di quasi 8 cm, scambiandola per una piaga infestante pericolosa per le merci.
- Errori comuni: il responsabile ha ipotizzato la presenza di un focolaio sotterraneo e ha richiesto un intervento di fumigazione totale del magazzino, rischio che avrebbe danneggiato le piante presenti e causato inutili costi e fermi operativi.
- Soluzione Blatte.it: i tecnici di Blatte.it, effettuato il sopralluogo, hanno immediatamente riconosciuto la specie. Trattandosi di un animale che non si riproduce nelle nostre strutture né attacca le derrate alimentari o le piante vive, hanno escluso l’infestazione. Si è proceduto con un ispezione visiva mirata del substrato del bancale d’origine, recuperando l’unico esemplare privo di colonia e risparmiando al cliente un trattamento chimico invasivo e non necessario.
Caso 3: L’esemplare di Megaloblatta longipennis in uno studio fotografico (Torino)
- Contesto: all’interno di uno studio di posa utilizzato per set ambientati nella natura tropicale, è stata avvistata una Megaloblatta longipennis con un’apertura alare di oltre 18 cm, introdotta accidentalmente tramite le scenografie in legno e vegetazione essiccata.
- Errori comuni: lo staff ha tentato di eliminare l’esemplare schiacciandolo con oggetti pesanti e spruzzando bombolette spray per mosche e zanzare. L’effetto è stato solo quello di far volare l’insetto nella parte alta delle travi a vista dello studio, rendendo impossibile la cattura.
- Soluzione Blatte.it: i tecnici sono intervenuti con attrezzature da aspirazione entomologica a bassa pressione e piattaforme per quota. L’animale è stato prelevato in sicurezza senza danneggiarlo e senza contaminare il set fotografico con pesticidi. Blatte.it ha poi rilasciato una certificazione di idoneità igienico-sanitaria per la ripresa rapida delle attività lavorative.
La disinfestazione professionale degli scarafaggi serve solo per le blatte infestanti: non esitare a contattarci se noti i segni della loro presenza in abitazioni, condomini, negozi, ristoranti, mense, alberghi, locali agricoli e di produzione industriale. Interverremo con metodi certificati CEPA e ISO che rispettano gli standard HACCP e UNI EN 16636 e sono in linea con le direttive imposte dal Pest Management, dalle leggi nazionali e dalle normative europee in ambito di salvaguardia dell’ambiente e utilizzo dei biocidi per eliminare questi insetti. Scrivici ora per programmare la tua deblattizzazione ed evitare i rischi delle malattie blatte e le perdite economiche dovute al danno di immagine o alla chiusura temporanea della tua attività.